Siamo fatti per poche persone…

C’è una frase di Bukowski che mi è sempre piaciuta perché in se ha molte verità.

La prima cosa è che veramente siamo fatti per poche persone, perlomeno si contano sulle mani quelle con cui abbiamo un affinità forte. Ma chi condivide la propria vita con noi ci conosce veramente? Quanto sa di noi? Questa è una bella riflessione che ogni tanto si dovrebbe fare. È facile condividere un letto, lì mostriamo quello che vogliamo, ma ciò che siamo in realtà è solo per pochi.

Chi ci conosce sa leggere tra le righe del nostro animo, al punto di capire un pensiero, un espressione, insomma noi. Quando si ha la fortuna di conoscere anche solo quel poco che poi diventa il tutto. Diviene quella cosa da cui torniamo perché l’altro è il nostro posto nel mondo, un rifugio in cui poter dire: con te mi sento a casa.

C. Accornero

Musubi tra leggenda e realtà

Una leggenda popolare cinese diffusasi poi anche in Giappone, narra che ognuno di noi ha legato al mignolo della mano sinistra un filo rosso, questo filo è collegato per destino ad un’altra persona.

Questa visione orientale dell’amore si ricollega al concetto di “anima gemella”, di uso più comune in occidente.

Il filo è indistruttibile, le persone coinvolte in questo legame sono destinate ad incontrarsi anche a dispetto delle circostanze e del tempo.

Il termine Musubi racchiude più significati, la connessione tra due persone è Musubi, l’affinità è Musubi, il suono con le sue note è Musubi, lo scorrere del tempo è Musubi, tutto ciò che è necessario all’altro per divenire uno è Musubi.

Fili che s’intrecciano a dispetto del tempo e non perdono mai la loro forza, rimangono saldi come se una potente energia li proteggesse.

Una forza collegata al ciclo dell’esistenza, in grado di dare origine al tutto mantenendo la ciclicità della vita nel tempo.

Il Musubi rappresenta l’equilibrio cosmico dell’universo che lega il mondo terreno e quello spirituale.

Equilibrio formato da poli energetici come lo Yin e lo Yang, che non implicano una divisione ma un energia che coopera a favore del tutto.

È con questa visione che si dovrebbe vedere e vivere l’amore, due anime che divengono una cosa sola, armoniche, solo l’unione le completa.

Incontri guidati dal destino o forse provenienti da un retaggio di vite precedenti.

La certezza risiede nella consapevolezza che l’amore quando nasce ha in se un mistero, che rimanda a leggende antiche che parlano di armonia e unione, credo che se abbiamo avuto nella vita la fortuna di scoprire chi sta a capo del nostro filo rosso, siamo stati protagonisti di un’incontro che ha dato origine a sensazioni uniche… in questi legami si racchiude il senso del nostro percorso.

La felicità nel buddismo

La validità del ragionamento filosofico

Siddhartha fu il primo a mettere in discussione gli insegnamenti del brahmanesimo, un’antica fede basata sui testi Veda, in India, e lo fece con il ragionamento filosofico.

Era un uomo saggio senza ombra di dubbio, non si è mai posto come mediatore tra gli uomini e Dio, era interessato alla ricerca filosofica con lo scopo di scoprire delle verità tramite il ragionamento.

Sosteneva che le stesse verità da lui cercate non erano accessibili a pochi, ma erano accessibili a tutti tramite la ragione, non si è mai curato di questioni che non potevano avere una risposta, perché era interessato a comprendere tematiche più terrene, come lo scopo dell’esistenza e le sue diramazioni che toccavo temi quali, la felicità, la virtù, il dolore e il buon cammino, per citarne alcuni.

“Noi siamo quello che pensiamo.

Tutto ciò che siamo nasce con i nostri pensieri”

Siddhartha

Gautama non era un uomo povero, anzi all’inizio dell suo percorso viveva in mezzo a tutti i piaceri che la ricchezza può dare, ma nonostante ciò si interrogava sulla felicità, vedeva intorno a sé la bruttezza del mondo, la debolezza dell’essere umano, il dolore che attanagliava la vita di molti.

Si rese conto che anche se soddisfiamo un piacere, la sensazione che deriva dal nostro atto è effimera, svanisce nel giro di poco, dal lato opposto nemmeno una vita ascetica era la soluzione, perché conduceva verso l’insoddisfazione. Entrambe le vie non conducevano alla felicità.

Giunse alla conclusione che la felicità era racchiusa tra i due estremi, era sostanzialmente una sorta di equilibrio interiore.

Il dolore infatti, può provenire dalla mancata soddisfazione di quelli che lui definiva “attaccamenti”, soddisfarli non è la soluzione in quanto non portano alla felicità, ma solamente ad una continua compulsiva sensazione di affanno, e di nuovi desideri che portano il nostro io ad una frustrazione continua, causata da una sensazione che svanisce presto.

La soluzione consiste nell’eliminare ogni attaccamento e di conseguenza il dolore che ne deriva e per fare ciò bisogna allontanare la parte egoistica del nostro io, basti pensare alla differenza di queste parole, la loro collocazione ne cambia il senso: “siamo parte di un tutto” e diverso dal sostenere che “il tutto fa parte di noi”.

“La pace viene da dentro.

Non cercarla fuori”

Siddhartha

La felicità è un delicato equilibrio che si raggiunge con il non-attaccamento, conoscendo e percorrendo le quattro verità:

  • il dolore è universale
  • il desiderio è la causa del dolore
  • il dolore può essere evitato eliminando il desiderio
  • seguendo l’ottuplice sentiero si elimina il desiderio

L’ottuplice sentiero è di fatto un codice etico, o se vogliamo una ricetta di vita, che può condurre ad un’esistenza giusta, in un cammino rivolto verso il raggiungimento della felicità o di quel benessere che appaga l’esistenza.

Allontana chi ti considera un’opzione.

Non trattenere nessuno

Non trattenere chi ti considera come un‘opzione, chi pensa che comunque tu ci sarai sempre, non siamo il cassetto dimenticato in cui chiunque viene a cercare ciò che gli serve.

Quindi è meglio non trattenere, lasciamo andare chi non ci rispetta usandoci a piacimento, l’egoista pensa solo a se e non da nulla agli altri, impariamo a selezionare, la nostra mente non è la spazzatura di nessuno, circondiamoci di gente positiva e propositiva, che può alimentare il nostro benessere facendoci stare bene!

L’amico non è mai al bisogno

L’amicizia è un sentimento importante, l’amico è la spalla su cui ci confidiamo è una persona che scegliamo di far entrare nei nostri pensieri e confidenze.

Non è una persona qualunque, e per quanto possiamo abusare del termine amico siamo consci che sono veramente pochi quelli che possiamo definire veri in tutti i sensi.

“Il migliore amico è colui che tira fuori il meglio di me”

H.Ford

Facciamoci rispettare da chi abusa di questo termine e ci tratta come conoscenti esigendo favori, piaceri con il titolo di “amico” per poi sparire nel nulla una volta che ha ottenuto ciò che voleva.

Non è una vera amicizia e non ci dobbiamo sentire in dovere di esaudire ciò che ci viene chiesto, impariamo a dire No, non siamo e non dobbiamo essere l’opzione di nessuno.

“Se devi raccontare qualcosa di te fallo con chi ha un’anima simile alla tua, perché gli altri useranno le tue parole per ferirti appena si stancheranno di te.”

C. Accornero

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l’amore non è mai una richiesta a senso unico

Non è amore se è basato solo su delle richieste o delle esigenze, perché l’amore è un reciproco scambio che avviene in maniera del tutto naturale da ambo le parti, l’amore è mettere prima il partner di sé stessi, se c’è benessere nella coppia i benefici si sentono.

“In amore non essere un mendicante, sii un imperatore. Dà e resta semplicemente a vedere che cosa accade…”

Osho

L’amore ha sempre tempo, diffida da chi ti dice che non ti ha potuto chiamare perché aveva mille cose da fare.

Non pensate che non potete vivere senza il vostro partner non è così, la cosa che non vi farà vivere e vi farà stare male sarà la rinuncia a voi stessi, schiacciando continuamente la vostra personalità e ciò che voi siete per le esigenze egoistiche altrui.

Chi vi ama veramente non vi può mai chiedere questo!

Rinunciare a delle persone che ci trattano in questo modo non significa essere deboli, tutt’altro significa che siamo abbastanza forti da non trattenere chi ci danneggia anche inconsapevolmente.

“L’amore non è soltanto un sentimento, è un’arte. E, come qualsiasi arte, non è sufficiente l’ispirazione, ci vuole anche molto impegno.”

P. Coelho

La vita possiamo paragonarla metaforicamente ad un viaggio, non ci resta che scegliere bene chi ci accompagnerà, non possiamo trattenere chi non vuole restare, è un viaggio libero dove consapevolmente si sceglie di viverlo insieme rispettando le reciproche diversità.

C. Accornero