Felicità significa vivere il presente

Tutti cerchiamo la felicità, rincorrendola senza mai raggiungerla, probabilmente sbagliamo qualcosa, un esempio del nostro errato centro di focalizzazione ci viene dalla frase di Lao Tzu, direi quasi profetica perché centra in pieno l’obbiettivo. Non siamo felici perché viviamo nel passato oppure nel futuro, e anche se può sembrare incredibile ci dimentichiamo del presente. Com’è possibile non vivere il presente? Succede perché la nostra mente si è focalizzata su un periodo sbagliato, ciò che fa parte del nostro passato ci ha dato un insegnamento ma è un tempo che non esiste più se non in un ricordo, ciò che non è ancora avvenuto dipende dai passi che compiamo in questo tempo, non può esserci un futuro migliore per noi se non viviamo il presente in piena coscienza.

“Se sei depresso stai vivendo nel passato. Se sei ansioso stai vivendo nel futuro. Se sei in pace, stai vivendo nel presente.”

(Lao Tzu)

 Il presente è, in realtà, l’unica dimensione “realmente esistente”. Vivere il momento presente, inoltre, non significa “vivere alla giornata”, senza fare progetti, aspettando che le cose arrivino da sole. Significa vivere il “qui e ora”, interrompendo il vagare continuo della mente, è possibile ristabilire un equilibrio che si ottiene con l’esercizio della consapevolezza.

L’esercizio consiste nel affrontare il nostro percorso in maniera consapevole, ponendo attenzione verso i nostri obbiettivi, dandosi delle regole e cercando di limitare il maggior numero di distrazioni, come per esempio può essere il cellulare, dobbiamo avere un obbiettivo tangibile e un piano ben delineato per raggiungerlo, non si può vivere di sogni anche se questi si dice che aiutano a vivere, a patto però che siano raggiungibili!

Distrarsi equivale a perdere energia che poteva essere incanalata in un altro modo. Ci sono alcuni esercizi che ci possono venire in aiuto per concentraci sul momento presente:

  • concentrarsi sul proprio corpo utilizzando tecniche di respirazione, prendetevi del tempo per rilassarvi ed ascoltare il vostro respiro, cercate la connessione con il vostro centro.
  • sperimentate il vuoto, ogni tanto la mente ha bisogno di non essere tanto occupata, prendetevi un momento per staccare la spina, spegni il telefono, respira profondamente e lascia che la mente si svuoti. Prova ad esercitare questo “Vuoto” ogni volta che puoi, senza sentirti in colpa perché stai perdendo tempo. In realtà stai “guadagnando energia”.
  • Boicotta la tua routine, spesso usiamo sempre lo stesso schema per fare una cosa, facciamo sempre la stessa strada per andare al lavoro, abbiamo sempre gli stessi rituali, è importante ogni tanto spezzare questa routine e sentirsi liberi di cambiare percorso.
  • Cerca di avere uno spirito positivo, la negatività è nemica di molte cose, non dire mai, “non ce la farò”, ma piuttosto comincia a pensare,”mi sono messo in cammino per raggiungere il mio traguardo”, è fondamentale il nostro atteggiamento mentale nei confronti della vita.

“La vita non è una gara ma un viaggio da assaporarsi in ogni suo passo lungo il percorso. Ieri è storia, domani è mistero e oggi è un dono: è perciò che lo chiamiamo – il Presente.”

(Bil Keane)

Per raggiungere un obbiettivo dobbiamo chiederci se è quello che vogliamo veramente? Poniamoci le domande anche quando sono scomode, ci aiuteranno a capire chi siamo e dove vogliamo andare. Nulla è semplice, ma tutto inizia sempre con il primo passo!

Allenare la resilienza

Buongiorno lettori!

Oggi vi voglio parlare di questa capacità: la resilienza. Una qualità che non dovrebbe mai mancare dentro di noi, perché si rivela utile quando ci troviamo ad affrontare molte situazioni.
In fisica è conosciuta come la capacità di un materiale di assorbire un urto senza rompersi, paragonando questa situazione all’essere umano ne deriva la capacità di affrontare ciò che la vita ci riserva senza che questi eventi ci spezzino.

E’ di fondamentale importanza reagire positivamente alle avversità, questa caratteristica ci spinge a rialzarci dopo le cadute, ci permette di prendere in mano il nostro destino e guidarlo con forza nella direzione che si desidera. Questo è ciò che ci insegna la resilienza.

Impara a scrivere le tue ferite sulla sabbia e a incidere le tue gioie nella pietra.

(Lao Tzu)

Nella vita a volte anche un’esperienza negativa, può portare a qualcosa di positivo, anche se inizialmente è difficile vedere qualcosa di buono. Per questo motivo il nostro atteggiamento mentale di fronte ai problemi si rivela di estrema importanza, sarà la nostra forza. la resilienza si apprende con l’esperienza. E’ necessario essere consapevoli dei propri limiti e delle proprie potenzialità, per poi imparare ad utilizzare le seconde a sostegno dei primi.

La vita è per il 10% cosa ti accade e per il 90% come reagisci.

(Charles R. Swindoll)

La resilienza è una qualità che richiede “allenamento” e va praticata quotidianamente, a tal fine è importante sviluppare una buona autostima. Cercate di “sentire” le vostre emozioni senza reprimerle. Cercate di coltivare l’empatia, quella buona abitudine di mettersi nei panni degli altri, e poi non dimenticatevi di seguire l’esempio di quelle persone che nonostante tutto ce la fanno, se ci riescono loro perché noi non dovremmo riuscirci?

Alla prossima lettura, storia, emozione.

Ikigai e il senso della vita

La parola giapponese Ikigai tradotta in italiano significa qualcosa per cui vivere, il vero motivo per cui ci alziamo ogni mattina, la nostra più profonda ragion d’essere. La traduzione di questa parola per certi aspetti è limitante, al suo interno racchiude molte cose che ruotano attorno alla nostra vita, tra le quali potremmo indicare; quello che vogliamo realizzare con il nostro tempo, le nostre passioni, in che modo contribuiamo in questo mondo e così via.

Si potrebbe dire che l’ikigai è l’incrocio fra:

  • ciò che si ama
  • ciò in cui si è bravi
  • quello che posso fare per il mondo
  • quello per cui mi pagano

Ma non basta perché tutto ciò include:

  • passione: quello che ami e in cui sei bravo
  • lavoro: quello in cui sei bravo e per cui ti pagano
  • vocazione: quello per cui ti pagano e di cui il mondo ha bisogno
  • missione: quello di cui il mondo ha bisogno e che ami

Dove tutti gli aspetti si incrociano si forma il nostro ikigai, come nell’immagine qui sotto.

Se ci dedichiamo a quello che ci piace, diventeremo bravi ma questo richiede una cosa; il tempo, magari riusciremo a farci anche pagare per questo, per diventare bravi bisogna applicarsi e questo richiede sacrifici. Se questa è la strada giusta all’inizio non lo possiamo sapere, ma possiamo aiutarci con queste semplici domande per capirlo:

  • Cos’è che amiamo fare e non ci pesa farlo?
  • Per quali di queste cose siamo sufficientemente bravi da farci pagare, motivati al punto di non mollare la presa?
  • In che modo possiamo dare un contributo tangibile al mondo?

È necessario trovare un equilibrio tra tutte le cose, anche se non è sempre facile, altrimenti sarà difficile trovare il nostro ikigai o meglio quello che ci fa stare bene.